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Si stima che circa l’1% della popolazione italiana sia affetta da celiachia, una particolare intolleranza al glutine che porta ad importanti sintomi correlati alla difficoltà di digerire questa proteina complessa. Diversa dalla celiachia è l’allergia al grano; è diversa prima di tutto perché si tratta di un’allergia e non di un’intolleranza, ma anche perché nei bambini che manifestano questo tipo di allergia ogni sintomo scompare dopo i 12-14 anni.

I sintomi dell’allergia al grano

L’allergia al grano porta al manifestarsi di sintomi tipici delle allergie alimentari: orticaria, difficoltà respiratoria, arrossamento delle mucose, prurito, rinite allergica; in alcuni casi si manifestano anche sintomi gastroenterici, quali dissenteria, vomito o nausea. Questi sintomi, a seconda del soggetto o del tipo di esposizione agli allergeni contenuti nel grano, possono manifestarsi rapidamente dopo il contatto o l’ingestione dell’alimento, o fino a 2 ore dopo. Una particolarità dell’allergia al grano è il fatto che alcuni soggetti manifestano l’anafilassi solo dopo aver svolto esercizio fisico. Questi soggetti possono consumare grano e alimenti che lo contengono senza alcun problema, senza manifestare alcun sintomo dell’allergia; se però svolgono attività fisica da 10 minuti a 4 ore dopo il consumo possono mostrarsi i sintomi classici di questo disturbo. Alcune persone mostrano l’allergia al grano solo dopo anni di esposizione alla farina, è la cosiddetta asma dei panettieri, che deriva da un costante e regolare contatto con il frumento e dalla regolare inalazione della farina.

Gli alimenti contenenti grano

Il frumento è uno dei cereali più coltivati e utilizzati in tutto il mondo. Le sostanze che possono risultare come potenziali allergeni in esso contenute sono molteplici; per altro tutti i cereali che sono in qualche modo “imparentati” con il grano offrono potenzialmente all’allergico il rischio della medesima risposta immunitaria. Stiamo parlando quindi di frumento, farro, orzo, amidi derivati dal grano, grano khorasan e l’elenco potrebbe allungarsi ancora. È importante però evitare di fare di tutte le ere un fascio; il medico che si occupa della diagnosi di allergia al grano solitamente effettua test anche per altri cereali e pseudo cereali, in modo da poter meglio comprendere quelli a cui il singolo soggetto è realmente allergico. La dieta di una persona allergica al grano quindi può essere profondamente diversa rispetto a quella di un celiaco, il quale ha sempre una forte risposta intestinale al consumo di qualsiasi tipologia di alimento accomunabile al grano. Discorso diverso per il seitan, che è un prodotto derivato direttamente dal grano, quindi da eliminare dai pasti del soggetto allergico al grano.

Il grano “nascosto”

Per limitare la risposta allergica al consumo di grano è necessario eliminare dalla dieta tutti gli alimenti che lo contengono. Si tratta di un ampio panorama di prodotti da forno, ma anche di alimenti fritti, con lievito, barrette energetiche e liquori. Questo perché tali alimenti sono preparati utilizzando fondamentalmente il grano integrale o la farina da esso ottenuta. Fortunatamente oggi sono disponibili vari sostituti ai prodotti con grano, anche a causa della diffusione della diagnosi di celiachia. È importante notare che anche alcuni farmaci, integratori e cosmetici possono contenere frumento o prodotti da esso derivati.

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